venerdì 8 aprile 2016

Ritratti di Goldoni


Alle pareti della casa natale di Carlo Goldoni, ora trasformata in un museo che ne vuole tramandare la memoria, sono appesi vari ritratti del commediografo. Sono illustrati nelle descrizioni delle varie stanze, che compaiono sul sito del museo, e, in modo più ampio, su un booklet in formato pdf scaricabile dal medesimo (Da queste due fonti trarremo le informazioni; poiché ci è sfuggito di fotografare un quadro presente nelle descrizioni, abbiamo controllato i dati consultando la galleria che compare più oltre tra gli approfondimenti).

* Alessandro Falca, detto Longhi, Ritratto di Carlo Goldoni, dipinto a olio


* Alessandro Longhi, Ritratto di Carlo Goldoni, tempera su legno




* Giambattista Piazzetta (dis.) e Marco Alvise Pitteri (inc.), Ritratto di Carlo Goldoni con berretto (1754) [a destra nella foto]




"Quest’opera era molto apprezzata da Carlo Goldoni per  “l’amorosa cura di eternarmi davvero coll’eccellente opera delle sue mani” e “la bizzarra invenzione del berrettino e de’ naturali capelli, che rendono più costante la somiglianza”. " [Fonte]

"Questo ritratto -scrive Filippo Pedrocco nel booklet scaricabile online- risale ai primissimi mesi del 1754, come si ricava dalla lettera datata 17 luglio 1754, inviata dal Goldoni a Marco Pitteri. In questa lettera il commediografo esprime il suo vivissimo apprezzamento per l’opera, ringraziando il Pitteri per “l’amorosa cura di eternarmi davvero coll’eccellente opera delle sue mani” e dandone anche una prima valutazione critica: “Bizzarra è l’invenzione del berrettino e de’ naturali capelli, che rendono più costante la somiglianza. L’intaglio poi è di tal valore, che farà passare quest’altra opera sua fra le più stimate della sua mano”. E in effetti, l’incisione è di altissima qualità, caratterizzata da una notevole vivacità e freschezza d’intaglio, soprattutto resa più viva dall’informale berretto che conferisce all’allora quarantasettenne Goldoni un’aria gioviale e giovanile. Purtroppo di quest’incisione furono tirati pochi esemplari, perché il Pitteri quasi subito modificò il rame, sostituendo al berretto la parrucca." [Fonte, p. 10]

* Giambattista Piazzetta (dis.) e Marco Alvise Pitteri (inc.), Ritratto di Carlo Goldoni con parrucca (1754) [a sinistra nella foto precedente]

"È in effetti un secondo stato del ritratto con berretto, dove appunto al berretto viene sostituita la più formale parrucca. I motivi che spinsero il Pitteri a questa variazione non sono chiari; l’ipotesi più credibile è quella del Bottari che pensa che l’iniziativa del rifacimento sia stata presa autonomamente dal Pitteri “per avere cambiato parere”, forse volendo evitare di uscire da quelli che erano i canoni della ritrattistica “aulica” dell’epoca. L’effetto della sostituzione del berretto peggiora, in parte, la qualità dell’incisione, sia per la non felice esecuzione della parte rinnovata, soprattutto nel particolare dell’attaccatura della parrucca alla fronte, sia perché in generale il ritratto perde in freschezza, per assumere un tono più formale, forse meno in sintonia con la personalità del Goldoni." [Fonte, p. 10]

* Lorenzo Tiepolo, Ritratto di Carlo Goldoni, serigrafia a muro [manca immagine]

"Questo ritratto è collocato nel primo volume dell’edizione Pasquali delle Commedie (1761) ed è tratto da un disegno a matita nera di Lorenzo Tiepolo conservato all’Albertina di Vienna. Il disegno, a sua volta, è la copia di un dipinto giovanile di Alessandro Longhi. Probabilmente il ritratto non piacque molto al Goldoni, che nella lettera scritta a Francesco Albergati Capacelli da Parigi il 3 dicembre 1764 ne nega la verosimiglianza." [Fonte 1 e 2, p. 23]

Ecco il ritratto dell'edizione Pasquali:

Fonte: Christie's

Per approfondire:

* Una galleria di ritratti è presente sul sito dedicato ai drammi per musica del commediografo

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