venerdì 5 febbraio 2016

Ghismunda: Francesco Furini e William Hogarth


Un dipinto di Francesco Furini, intitolato Ghismunda, era esposto a Palermo nell'ambito della mostra Capolavori che s'incontrano.




Ghismunda è la protagonista della prima novella della quarta giornata del Decameron di Boccaccio (si rilegga il testo sul sito Decameron Web): suo padre Tancredi, principe di Salerno, uccide il suo amante e le manda il cuore in una coppa d'oro; la donna si suicida con il veleno di cui ha cosparso il cuore dell'amato Guiscardo.

Furini (1603-1646) si specializzò nel ritratto di giovani donne che meditano malinconiche sul proprio destino sfortunato. Sono in genere identificabili grazie agli oggetti che le accompagnano:  Marie Maddalene con il vaso di unguento, Maddalene con un teschio, e così via. Ghismunda si distingue appunto per il cuore di Guiscardo in una coppa.


Maria Maddalena
Fonte: The Athenaeum

Maddalena
Fonte: Pinterest

A dimostrazione che i soggetti sono interscambiabili, si potrebbero portare due immagini tratte dal sito della Fondazioni Zeri: la modella e la posa sono le stesse; ciò che cambia è il simbolo grazie a cui si possono identificare. La prima è appunto Ghismunda; la seconda Maria Maddalena.

Ghismunda con il cuore di Guiscardo,
Fonte: Fondazione Zeri, scheda 53395
Santa Maria Maddalena, Kunsthistorisches Museum, Wien
Fonte: Fondazione Zeri, scheda 53396

Il quadro di Furini me ne ha ricordato uno di William Hogarth (1697-1764), sul medesimo soggetto: Sigismunda Mourning over the Heart of Guiscardo (1759). È esposto alla Tate Britain di Londra.


Per una migliore qualità si veda l'immagine caricata su Wikimedia Commons

Il cartellino che accompagna la tela spiega che "sorprendentemente Hogarth mostra una delle dita mentre tocca il lucido cuore rosso. Questo fu il tentativo più esplicito di Hogarth per dimostrare che i pittori inglesi potevano affrontare dei temi storici in modo altrettanto convincente che i grandi maestri italiani. Ma il quadro ricevette così tante critiche che egli abbandonò quasi completamente la pittura per gli ultimi anni della sua vita."







Anche se non sapessimo quanto accadde (vedi oltre), potremmo intuire che il pittore inglese conoscesse il ritratto dell'antico maestro italiano da molti particolari: sebbene meno discinta e abbigliata in modo più ricco, con bracciali e perle tra i capelli, la Ghismunda di Hogarth deve molto all'antecedente: innanzi tutto si appoggia a un tavolino di simile fattura; inoltre la posizione della testa e del braccio, da sempre elemento che caratterizza i malinconici, è speculare. Hogarth colloca un pugnale a fianco della coppa; probabilmente per rendere più  esplicito il destino della donna (che in Boccaccio si suicida con del veleno).

Ma cosa appunto avvenne? Sappiamo che nel 1758 una copia del dipinto di Furini fu acquistata per una somma ingente da Sir Thomas Sebright, che la riteneva opera di Correggio. Hogarth, che dubitava dell'attribuzione, chiese a Sir Robert Grosvenor lo stesso prezzo per la sua tela, realizzata nel 1759, ma fu sommerso dalle critiche.

Il dipinto di Furini si trova ora al Birmingham Museum of Art.

Lo scultore Michael Henry Spang fece uno schizzo del quadro di Furini, probabilmente proprio negli anni in cui l'opera veniva acquistata da Sebright. Si trova a Kedleston Hall, nel Derbyshire.

Fonte


Per approfondire:

* Marcia Pointon, William Hogarth's Sigismunda in focus (pubblicato in occasione della mostra organizzata dalla Tate dal 24 luglio al 4 novembre 2000; se ne parla sul sito del museo)

* voce Wikipedia

* articolo Art Critic London (su Sigismunda in focus)

* articolo Artble.com

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