domenica 26 luglio 2015

Jef Lambeaux e Dante


Il Museo di Belle Arti di Gent possiede alcune opere di Jef Lambeux, tra cui un gruppo intitolato Ugolino e i suoi figli, forse meno noto delle sculture di Jean-Baptiste Carpeaux e Auguste Rodin del Museo d'Orsay (per le quali si vedano rispettivamente la scheda 12, e le descrizioni in italiano nelle schede 3 e 4).




In un articolo di Vittorio Pica, pubblicato nel 1904 sulla rivista "Emporium", è mostrato un bozzetto della scultura.

Fonte: "Emporium", Vol. XX, settembre 1904, n. 117, p. 164
(la rivista è sfogliabile online)

Non sapremmo dire se i tre scultori, vissuti per qualche tempo in Italia [fonte 1 Lambeaux; fonte 2 Carpeaux: vincitore del Prix de Rome; fonte 3 Rodin], leggessero il testo dantesco in italiano o in una traduzione.
Nel XVIII e XIX secolo, comunque, l'episodio dantesco colpì l'immaginazione di molti poeti europei. Possiamo citarne almeno due:
1. Heinrich Wilhelm von Gerstenberg (1737-1823), che nel 1768 scrisse in tedesco una tragedia in cinque atti, intitolata Ugolino (digitalizzata da Google) [Per chi non conoscesse la lingua di Goethe, si veda la traduzione in francese di François Genton, parzialmente digitalizzata da Google];
2. Charles Millevoye (1782-1816), che scrisse una tragedia in cinque atti, anch'essa intitolata Ugolin, la quale, rimasta come altri due lavori teatrali allo stadio di manoscritto, fu pubblicata postuma nel 1822 (nella raccolta delle opere inedite digitalizzata da Google si trova a pp. 231-319. Google libri propone anche altre edizioni successive). La vicenda narrata, tuttavia, diverge sostanzialmente dal testo dantesco.

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