mercoledì 30 luglio 2014

Josef Mánes: l'incontro fra Petrarca e Laura ad Avignone


Il pittore ceco Josef Mánes (1820-1871) è l'autore del quadro Incontro fra Petrarca e Laura ad Avignone nel 1327, conservato dalla Národní Galerie di Praga. Il titolo originale del lavoro, che risale agli anni 1845-46, è Setkání Petrarky s Laurou v Avignonu roku 1327. Nel 2003 un bozzetto dell'opera è stato donato alla pinacoteca dalla Società degli Amici della Galleria Nazionale (come informa il catalogo 19thth-Century Art in Bohemia. (1790-1910) - Paintings, Sculptures, Decorative Arts, Naděžda Blažíčková-Horová (ed.), National Gallery in Prague, 2009, p. 54).




Tutte le immagini sono tratte dal seguente articolo, che ingloba anche un lungo video della Televisione Ceca, nel quale Monika Sybolová, curatrice delle attività didattiche della Galleria Nazionale di Praga, illustra l'opera (nonostante sia in ceco, se ne caldeggia la visione  per un completo apprezzamento della tela e del bozzetto).


Laura appare al centro del quadro, inginocchiata e con le mani giunte. Indossa una lunga veste con ampia scollatura e maniche a punta. In testa porta il tipico copricapo che ne caratterizza l'iconografia (derivato dalla famosa illustrazione di un codice conservato alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze).

Plutei 41.01: Monumentum de Laura, quod relatu dignum visum est
[Fonte: Biblioteca Medicea Laurenziana - Teca Digitale]

Laura è arretrata rispetto ad altre due fedeli, che pregano proprio sotto l'altare. Ciò consente a Petrarca, in piedi tra le due file, di osservare la donna che da allora amerà per tutta la vita. Dietro a Laura vi sono altri fedeli: una donna con un libro di preghiere tra le mani, un frate genuflesso e altre due figure oranti. Sullo sfondo, arretrati rispetto alla scena, vi sono due uomini che dialogano tra loro: uno porta una mantellina con copricapo che ne nasconde il volto; l'altro è un frate. Ancora più in lontananza, tra una porta, vi è un altro frate, elemento che dovrebbe aiutare lo spettatore a intuire che siamo in una chiesa dell'ordine francescano.
La posa e lo sguardo di Laura sono quelli di una donna angelicata, tratti che si ritrovano in alcune opere di uno dei maestri di Mánes, František Tkadlík, tra cui appunto Tre angeli (immagine) o Fede, speranza e carità (immagine).
Francesco veste una guarnacca, ma non il consueto copricapo, chiuso alla gola, che ne avrebbe forse resa indefinita l'età. Il pittore lo vuole invece presentare chiaramente come un ragazzo, coetaneo di Laura. Il giovane tiene nella mano sinistra un libriccino (che potrebbe essere di preghiere, come quello della donna seduta dietro a Laura, o di versi), ma è chiaramente distratto dalla bellezza della ragazza: un'allusione allo sviamento prodotto dall'amore terreno, di cui poi chiederà perdono, come nel sonetto proemiale del Canzoniere.

Il quadro di Mánes fu certamente tenuto in considerazione vent'anni dopo da Anselm Feuerbach, quando dipinse la sua versione di Laura nella chiesa (vedi post precedente).



Molti sono infatti gli elementi comuni, pur articolati in modo differente, da una prospettiva quasi rovesciata. Beatrice è ripresa di spalle e non frontalmente, sebbene con le medesime mani giunte; l'altare con il sacerdote celebrante occupa un'ampia parte della tela (a sinistra) e non una minima (a destra); il poeta non è in primo piano, come in Mánes, ma seminascosto da una colonna. Tuttavia, simili sono la posizione e il volto dei due uomini inginocchiati (a destra in F., a sinistra in M.) e pressoché identiche sono le mani del nobile con manto verde o del frate inginocchiato a fianco dell'altare, dipinte da F., e quelle del frate in primo piano di M.

Secondo la guida citata all'inizio (p. 52), Mánes si sarebbe ispirato all'illustrazione Margaret in Church, che Peter von Cornelius aveva realizzato nel 1811 per la prima parte del Faust di Goethe.

Gretchen in der Kirche [Fonte]
A nostro avviso, l'incisione potrebbe essere più utile per un confronto con la tela di Feuerbach (vedi post precedente): simili sono infatti la posizione degli uomini impegnati nella lettura (all'estrema sinistra) o la presenza di un colonnato e di un sacerdote celebrante, assenti invece in Mánes. Anche in questo caso, la prospettiva di F. è rovesciata rispetto a quella di von Cornelius.

Dell'incisione, nel quadro del pittore ceco si ritrovano: la donna con un libro in mano; la pavimentazione; l'elemento decorativo della balaustra, trasferito agli affreschi della cappella; la struttura architettonica della finestra, applicata ora alla porta da cui sta entrando il frate.

Sappiamo che Mánes fu a lungo impegnato nella preparazione e "Dopo quattro anni di studi e schizzi, alla fine dipinse la versione definitiva a Monaco." (op. cit., p. 52).

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Il quadro di Mánes non sembra attualmente esposto in nessuna delle sezioni in cui si articola la Galleria Nazionale di Praga (il catalogo citato all'inizio è infatti relativo al Convento di San Giorgio, chiuso per restauri). Probabilmente si potrà ammirare dal 16 ottobre 2014 nel nuovo allestimento delle opere del XIX secolo a Palazzo Salm.
Si impone dunque un aggiornamento dopo quella data.

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