sabato 7 giugno 2014

Il film "Se chiudo gli occhi non sono più qui"


"Kiko ha 16 anni. Suo padre, defunto, era italiano. Sua madre Marilou è filippina. Vivono con Ennio, il nuovo compagno della mamma, un caporale che sfrutta immigrati clandestini. Ogni giorno, dopo la scuola, Kiko è costretto a lavorare nei cantieri edili di Ennio. Sente di vivere nel pianeta sbagliato. C’è un solo posto dove è possibile sognare: un vecchio bus abbandonato in una discarica che Kiko ha trasformato nel suo rifugio. Un giorno un vecchio amico del padre, Ettore, viene a cambiare il suo destino: lo cerca e si offre di diventare il suo maestro. Ma quell’uomo nasconde un segreto." (Fonte)

"Uno degli ambienti ricorrenti nel film - si legge negli approfondimenti che seguono la trama appena citata - è la scuola, rappresentata come un luogo ricco di possibilità, risorse e conflitti, dove l’adolescenza in evoluzione si misura con opportunità e giudizi. Il film ci parla della scuola come istituzione, in difficoltà a relazionarsi alla complessità di un’età e di un tessuto sociale in straordinaria evoluzione, alla scuola non sempre capace di suscitare speranze ed illusioni di futuro per le attuali generazioni, alla scuola come luogo fatto di persone differenti e speciali – i docenti – capaci con le loro individualità di accogliere, intuire, seminare, oppure distruggere, reprimere, ignorare… Ma più che sulla scuola è soprattutto un film sull’avventura della conoscenza, sulla potenza esplosiva che deflagra quando il sapere entra in contatto con la vita e il bisogno profondo di interrogarci intorno ad essa. In questo senso è un film pieno di ottimismo, che riconosce la possibilità dell’entusiasmo e della trasformabilità della vita a partire dal sapere, anche il giorno che sulla terra dovessero essere scomparse tutte le scuole, le accademie e le università."

"“Se chiudo gli occhi non sono più qui” si interroga insieme al suo protagonista, Kiko, su alcuni temi fondamentali dell'esperienza umana. Lo fa prendendo spunto da alcuni testi della filosofia e della letteratura occidentali (da Platone a Nietzsche) e facendone tappe di un ideale percorso di conoscenza che porterà Kiko faccia a faccia con domande nuove e importanti sulla sua vita e sulle sue scelte. Forse la frase più importante che Kiko apprende da Ettore è quella di Terenzio: "Homo sum, humani nihil a me alienum puto" (Sono un uomo: non c'è niente che sia umano che non riguardi anche me). È la prospettiva da cui Ettore vorrebbe che Kiko guardasse gli esseri umani. Ed è in un certo senso la prospettiva da cui il film guarda ai suoi personaggi. Nessuno è solo cattivo, nessuno tantomeno è un mostro. Ciascuno viene da un contesto, ciascuno insegue una propria idea di giustizia. Talvolta un'azione miserabile genera la possibilità di un riscatto (Ettore), talvolta un comportamento spietato nasce dall'ignoranza, dalla miseria e dalla convinzione di trovare soluzioni (Ennio), talvolta la rivendicazione di un diritto e la lotta contro la sopraffazione si trasforma involontariamente nel suo contrario: l'aggressione dei più deboli (accade a Kiko quando, denunciando Ennio, espone gli operai alla retata della polizia)… Dunque bene e male si rivelano polarità complesse e in continua sovrapposizione, talvolta indecifrabili nei rispettivi confini. 
E l'unico atto di umanità possibile è considerare il nemico innanzitutto come un essere umano."

"Kiko resiste alle pressioni della famiglia, che ha bisogno delle sue braccia, del suo tempo, del suo lavoro, Kiko lotta per avere l'opportunità di crescere, di esplorare le proprie potenzialità, di conoscersi, Kiko alla fine desiste e abbandona la scuola. Come molti ragazzi, specialmente maschi, in Italia. Quello della dispersione scolastica è un fenomeno dove l'Italia ha un primato tristemente negativo. Lo confermano gli ultimi dati 2012 del Ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca (Miur). Così come le statistiche dell'Ocse. L'Italia è quart'ultima in Europa dietro alla Grecia e lontanissima dagli obiettivi Ue."



Per tutto l'anno scolastico 2014/2015 sarà possibile organizzare matinée per gli studenti, a cui, compatibilmente coi loro impegni, potrebbero partecipare il regista, gli sceneggiatori e gli attori del film. (Fonte)

Il sito del Valdarno Cinema Fedic permette di scaricare un dossier per le scuole in formato pdf.

Clip 1



Clip 2



Clip 3



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