martedì 12 novembre 2013

L'età media dei docenti italiani delle scuole secondarie


Tutti abbiamo l'impressione che l'età media dei docenti italiani si sia notevolmente alzata negli ultimi anni, ma personalmente non mi ero mai reso conto della abissale differenza con gli altri Paesi dell'Unione Europea. A lasciarmi senza parole è una tabella che compare nel numero di Ottobre 2013 del "Bollettino di informazione internazionale" curato dall'unità italiana di Eurydice, accessibile grazie a un link dalla newsletter "Alert.11" e  scaricabile in formato pdf.

Ecco la tabella 11 "Distribuzione degli insegnanti per gruppi di età nell'istruzione secondaria nel 2010" [Fonte: Eurostat, UOE], che compare a p. 11 del Bollettino citato:



A parte gli stati i cui dati non sono forniti (Danimarca [DK], Grecia [EL], Croazia [HR], Turchia [TR]), dei 33 Paesi analizzati l'Italia è lo stato con la più bassa percentuale di insegnanti sotto i 30 anni: è solo lo 0,5%. Al secondo posto compare la Bulgaria [BG] con il 4,1%, vale a dire una percentuale 8 volte superiore! La media dei 27 Paesi dell'UE è pari al 9,6%!

Alla stessa conclusione portano i dati relativi alla fascia di età 30-39: con un 9,5% l'Italia è di gran lunga il Paese con la percentuale più bassa. La media dell'UE è pari al 25,2%!

Al contrario, l'Italia supera tutti nella fascia dei docenti sopra i 50 anni, grazie a un bel 59,3%, a fronte di una media dell'UE del 37,5%, vale a dire 21,8% in meno!

Nella fascia d'età 40-49 siamo nella media UE: con il suo 30,8% l'Italia supera di poco i 27 Paesi dell'Europa unita, la cui media è pari al 27,7%.

Il Bollettino sintetizza i risultati dell’ultimo rapporto della rete Eurydice (uscito nel marzo 2013) dedicato alla professione docente, Key Data on Teachers and School Leaders in Europe – 2013 Edition, scaricabile in formato pdf.

Qui, a mio avviso in modo più chiaro, si dice che:

"Nella grande maggioranza dei paesi europei, ci sono meno insegnanti nella fascia d’età inferiore ai 40 anni rispetto a quelli nelle fasce d’età superiori. Nell’istruzione secondaria emerge chiaramente il quadro di un corpo docente che sta invecchiando: quasi la metà degli insegnanti ha più di 50 anni in Bulgaria, Repubblica ceca, Germania, Estonia, Italia, Paesi Bassi, Austria, Norvegia e Islanda. Inoltre la percentuale degli insegnanti nella fascia d’età inferiore ai 30 anni è particolarmente bassa in Germania, Italia e Svezia (vd. figura D14 e D16). Questa situazione, unita a un numero in diminuzione di candidati alla formazione degli insegnanti, potrebbe portare a una carenza di insegnanti e alla necessità di nuove leve.

Negli ultimi dieci anni, l’età ufficiale di pensionamento è aumentata in circa un terzo dei paesi europei. Nella maggior parte dei paesi europei, gli insegnanti vanno in pensione appena ne hanno l’opportunità. Ciononostante, in diversi paesi, l’opportunità di andare in pensione prima dell’età ufficiale è stata completamente abolita. Gli insegnanti vanno quindi in pensione al completamento del numero di anni richiesti e al raggiungimento dell’età minima per avere diritto a una pensione completa (vd. figura D15 e D16).

La maggior parte dei paesi ha previsto delle misure per monitorare la domanda e l’offerta di insegnanti. Si può trattare di una specifica politica di programmazione, oppure di un monitoraggio generale del mercato del lavoro. In entrambi i casi, le misure sono generalmente disposizioni di lungo periodo, attuate su base annuale per soddisfare le necessità più urgenti. Potenziali carenze o esuberi di insegnanti potrebbero essere prevenuti con maggiore efficacia attraverso una pianificazione di lungo periodo (vd. figura B1)." (p. 17 del rapporto citato).

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