lunedì 7 ottobre 2013

L'anno del Principe. Nove incontri sull'uomo e sulla grande politica


Dal 19 ottobre al 14 dicembre 2013, per nove sabati consecutivi, alle ore 17:30, al Teatro Niccolini di San Casciano in Val di Pesa si terrà il ciclo di incontri “L’anno del Principe”: nove lezioni dedicate a Machiavelli e alla grande politica de Il Principe in occasione del cinquecentenario della composizione della sua più celebre opera.

A fare da sfondo all'iniziativa i luoghi d'origine di Machiavelli, come il noto “Albergaccio”, che fu la sua dimora e luogo in cui fu concepito e scritto Il Principe.



Ecco il programma dei 9 incontri dal sito degli Editori Laterza:


19 ottobre - MAURIZIO VIROLI: Il significato del Principe
Niccolò Machiavelli ha scritto il Principe per disegnare, invocare, e formare un redentore politico in grado, con l'aiuto di Dio, con la forza della profezia e quella delle armi, di liberare l'Italia dal dominio straniero. Con la sua opera più famosa Machiavelli non contraddice le sue idee repubblicane: il Principe non è infatti il manifesto del realismo che inaugura la moderna scienza della politica proclamando l’autonomia della politica dall’etica; è invece un'orazione sulla redenzione dell’Italia e proprio in questo sta la sua attualità: nell'aspirazione alla grande politica che sa redimere i popoli.
 Maurizio Viroli insegna Comunicazione politica all’Università della Svizzera italiana e Government alla University of Texas at Austin.

26 ottobre - EMILIO GENTILE: Machiavelli e i tiranni
Machiavelli non amava i tiranni. “Quanto sono laudabili i fondatori d’una repubblica o d’uno regno”, affermava nei Discorsi, “tanto quelli d’una tirannide sono vituperabili.” Per il segretario fiorentino, il potere di uno solo è necessario a fondare un regno o una repubblica bene ordinata, cioè fondata sulle leggi uguali per tutti. Invece, il potere del tiranno sostituisce all’eguaglianza della legge la diseguaglianza dell’arbitrio. Tiranno è chiunque usi il potere per il proprio profitto e non per il bene comune. A dispetto di queste considerazioni, nel ventesimo secolo fu considerato il maestro dei tiranni totalitari. I quali, talvolta, si vantarono di essere suoi allievi.
Emilio Gentile ha insegnato Storia contemporanea all’Università di Roma La Sapienza.

2 novembre - ROBERTO ESPOSITO: l’Arte del Governo
Al centro dell’interesse di Machiavelli vi è il rapporto diretto tra politica e vita, come dimostra l’uso frequente di una terminologia biologica per definire lo scenario politico. La sua idea di governo è diversa sia da quella della tradizione umanistica italiana sia dal concetto che diventerà il nuovo modello  di sovranità. La sua più originale prospettiva  -ancora attualissima-  è costituita dalla relazione necessaria che istituisce tra "ordine" e "conflitto": il secondo, anziché essere elemento distruttivo del primo, ne è la sua condizione indispensabile.
Roberto Esposito insegna Filosofia teoretica all’Istituto Italiano di Scienze Umane di cui è anche vicedirettore.

9 novembre - GASTONE BRECCIA: Le armi del Principe
Le riflessioni di Machiavelli sull'arte della guerra hanno tracciato i nuovi confini di una disciplina fondata sul confronto tra il passato e il presente, tra l'esempio eroico delle legioni della repubblica romana, raccontate da Livio e Polibio, e il problema posto dall'affermazione dei mercenari svizzeri al servizio dei sovrani che si disputavano il dominio d'Europa sui campi di battaglia italiani. Per sconfiggere le truppe mercenarie Machiavelli propose il ritorno ad un esercito di cittadini, un modello organizzativo che aveva reso grande Roma: un'idea anacronistica che avrebbe dovuto però aprire la strada alla possibilità di riscossa dell’Italia.
Gastone Breccia insegna Storia bizantina all'Università di Pavia.

16 novembre - CARLO OSSOLA: Il Principe e il Cortegiano
Machiavelli e Castiglione attingono alla stessa immagine, nel Principe e nel Libro del Cortegiano, per tracciare due vie distinte di comportamento politico: per Machiavelli «gli arcieri prudenti, [...] pongono la mira assai più alta che il luogo destinato, non per aggiugnere con la loro freccia a tanta altezza, ma per potere con lo aiuto di sì alta mira pervenire al disegno loro»; per Castiglione, invece, «come di molti arcieri che tirano ad un bersaglio, quando niuno è che dia nella brocca, quello che più se le accosta senza dubbio è miglior degli altri». Ne deriva un diverso modo di pensare l'azione: mirare alla perfezione o misurare l'approssimazione; l'assoluto e il relativo si contendono il primato e la scena all’inizio del Cinquecento.
Carlo Ossola insegna Letterature moderne dell'Europa neolatina presso il Collège de France di Parigi.

23 novembre - ADRIANO PROSPERI: Machiavelli e Savonarola
Savonarola e Machiavelli sono una coppia inscindibile a cui la fortuna successiva ha affidato la funzione di grandi simboli: Medioevo e Modernità, religione disarmata e politica atea e immorale, profezia e ragione. Queste solenni e schematiche rappresentazioni hanno per reazione suggerito la possibilità di rovesciare i ruoli: Savonarola come modello di abile politico e Machiavelli come moralista e maestro di religione. Ma chi era Savonarola per Machiavelli? E che ruolo ha nella sua riflessione sul rapporto tra religione e arte dello stato?
Adriano Prosperi ha insegnato Storia moderna alla Scuola Normale Superiore di Pisa.

30 novembre - NICOLETTA MARASCHIO: Machiavelli e la lingua
Della scrittura politica di Machiavelli è la modernità che colpisce, l'eccezionale capacità argomentativa, la struttura basata sulla continua costruzione di contrapposizioni e parallelismi. Eppure le scelte miranti a rendere evidente l’organizzazione logica del ragionamento si accompagnano a una grande espressività, al frequente uso di efficacissime metafore e di forme spesso popolari e “parlate” che sottintendono una partecipazione fortemente passionale. Machiavelli scrive, insomma, in un fiorentino molto diverso dalla norma che sarà poi imposta da Pietro Bembo all’italiano.
Nicoletta Maraschio insegna Storia della lingua italiana presso l'Università di Firenze, è presidente dell'Accademia della Crusca.

7 dicembre - OTTAVIA NICCOLI: Vita privata di Machiavelli: gli amori e la famiglia
Machiavelli apparteneva ad una società che affidava alla penna le grandi idee e le esperienze fondamentali, ma anche le vicende personali e le pratiche quotidiane. Di lui, della sua vita e dei suoi aspetti più privati, conosciamo molto grazie alle consuetudini epistolari del tempo in cui è vissuto. Le sue lettere e quelle dei suoi corrispondenti permettono di entrare nel suo privato e di farci un’idea di come egli lo viveva: amori, relazioni occasionali e vita coniugale si intrecciano in un quadro che contribuisce ad aprire una finestra sulla vita sociale dell’Italia del primo Cinquecento.
Ottavia Niccoli ha insegnato Storia moderna e Storia dell’età della Riforma e della Controriforma nelle università di Bologna e di Trento.

14 dicembre -  GIULIANO AMATO: La grande politica
Machiavelli è considerato da tutti un grande maestro di politica più che un grande politico. Ma sul suo insegnamento le opinioni divergono. L’opinione più diffusa è che abbia insegnato il cinismo che giustifica ogni mezzo in vista del fine. Ma c’è un’opinione opposta, che vede nella sua politica la palestra della virtù, virtù come dedizione a una causa superiore che il politico deve perseguire con le regole morali più di chiunque altro. Nel tempo il segretario fiorentino è stato accreditato come lo scopritore dell’autonomia della politica ma anche come l’ideatore, in anticipo sui tempi, del moderno partito, il principe forgiatore della volontà collettiva.
Giuliano Amato è Presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani e della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

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