domenica 2 giugno 2013

Il Principe di Machiavelli in un libero adattamento teatrale del drammaturgo Stefano Massini


Il 10 e 11 maggio, presso il Teatro Niccolini di San Casciano, è andato in scena in prima nazionale Il Principe, opera teatrale elaborata dal drammaturgo e regista Stefano Massini, interpretata dalla Compagnia Arca Azzurra.

"Questa libera versione del Principe - si legge sul sito del Teatro - non si svolge fra velluti e troni, bensì fra tegami e ramaioli. Ebbene sì. Siamo in una cucina, dove un agguerrito drappello di cuochi avrà l'ingrato compito di cucinare un principe all'Italia. Dare al disgraziato paese una guida, un governo, un faro, proprio come si augura Machiavelli nell'ultimo capitolo del suo celeberrimo libretto. Ma esiste una ricetta per creare dal nulla un governante modello? Con quali dosi di virtù e fortuna dovrà essere assortito? E ancora: il buon principe è zuccheroso oppure salato? Deve bruciare il palato o scivolare in gola come una minestra? Con la metafora fertilissima dei fornelli, ci addentriamo nel nucleo vivo di un'opera straordinaria, autentico manuale di real-politik, vademecum per i sacerdoti del potere di ogni epoca. Ma della penna di Machiavelli non sopravvivono in scena solo le brillanti ingegnerie politiche: fra pentoloni e grembiuli si diffonde - come uno squisito odore di salsa - il sapore inconfondibile di quella lingua rinascimentale così diversa dal nostro italiano eppure così profondamente nostra, tutta da gustare mentre tratteggia con nitide pennellate i ritratti di decine di principi passati, da Ludovico il Moro a Papa Borgia, dal duca Valentino all'imperatore Settimio Severo senza tralasciare Maometto II di Turchia. e poiché la cucina dei principi sforna le sue pietanze da secoli, ininterrottamente, può perfino darsi che a un tratto, da quelle pentole inquiete, salti fuori un intingolo imprevisto, sulla cui ricetta pagheremo i diritti a Machiavelli, Montanelli e Pasolini."

Il 6 maggio, sul canale Radio3, è andata in onda un'anticipazione, con spezzoni audio dello spettacolo e interviste a Massini e agli attori.

"Che cos’è - ancora - il “Principe” di Machiavelli? Cosa racconta al nostro odierno palato? Ma soprattutto, è possibile farne nel 2013 – annus horribilis dell’antipolitica - un punto di partenza per qualsiasi riflessione politica? Nel raccogliere la sfida degli amici dell’Arca Azzurra per una riscrittura dell’opera, ho subito sentito di voler saltare in pieno il rischio dell’attualizzazione. Semmai, questo sì, tentare la carta di scavare a fondo fra le righe di Machiavelli, alla ricerca di un denominatore comune, di una chiave che stani il senso più profondo di un’opera modernissima così com’è, senza bisogno alcuno di protesi attualizzanti. Perché Machiavelli sta oltre il suo momento storico, parlandoci innanzitutto del Potere, antico quanto l’uomo, privo d’epoca. Machiavelli dispone il Potere sul suo tavolo operatorio, e con bisturi affilatissimo ne investiga le più sanguigne profondità. La sua analisi è talmente scientifica da assomigliare più a uno specchio che a un argomentare, inappellabilmente spietata e per questo lucida, dunque tuttora credibile." (Stefano Massini)

Lo spettacolo sarà replicato dal 12 al 17 giugno nel Cortile del Museo Nazionale del Bargello di Firenze.

In coda al servizio di Radio3 vengono lette alcune citazioni sull'Italia e sul rapporto degli Italiani con il potere [i cosiddetti "cinque Machiavelli"]:

"È in corso una iniziativa per l'abolizione, nelle aule scolastiche, della pedana su cui si eleva la cattedra. Il perché lo avrete già capito: l'insegnante deve mettersi, anche materialmente, a livello degli alunni per non lederne la dignità e dimostrare con l'esempio che siamo tutti uguali. Giusto. «La via dell'uguaglianza» dice Rivarol «si percorre solo in discesa: all'altezza dei somari è facilissimo instaurarla»" (Indro Montanelli) [citata da Wikiquote]

"L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade, | ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole. | Onestà tedesca ovunque cercherai invano, | c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina; | ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida, | e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé." (Wolfgang Goethe) [citata da Wikiquote]

"L'Italia – e non solo l'Italia del Palazzo e del potere – è un Paese ridicolo e sinistro: i suoi potenti sono delle maschere comiche, vagamente imbrattate di sangue: «contaminazioni» tra Molière e il Grand Guignol. Ma i cittadini italiani non sono da meno. Li ho visti, li ho visti in folla a Ferragosto. Erano l'immagine della frenesia più insolente. Ponevano un tale impegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di «raptus»: era difficile non considerarli spregevoli o comunque colpevolmente incoscienti." (Pier Paolo Pasolini) [citata da Wikiquote]

"L'Italia è un paese pronto a piegarsi ai peggiori governi. È un paese dove tutto funziona male, come si sa. È un paese dove regna il disordine, il cinismo, l'incompetenza, la confusione. E tuttavia, per le strade, si sente circolare l'intelligenza, come un vivido sangue. È un'intelligenza che, evidentemente, non serve a nulla. Essa non è spesa a beneficio di alcuna istituzione che possa migliorare di un poco la condizione umana. Tuttavia scalda il cuore e lo consola, se pure si tratta d'un ingannevole, e forse insensato, conforto." (Natalia Ginzburg) [citata da Wikiquote]

La quinta citazione riguarda la sospensione del giudizio sull'Italia da parte dell'Agenzia Moody's a causa del permanere di condizioni di massima incertezza.

Nessun commento: