mercoledì 26 giugno 2013

Griselda e il teatro musicale


In un precedente post abbiamo accennato a un'opera di Vivaldi, il cui libretto di Apostolo Zeno (con successive modifiche di Girolamo Gigli, come documentato da M. Bizzarini) fu sottoposto a revisione da Carlo Goldoni: la Griselda.

Incuriositi dal tema, abbiamo iniziato una ricerca: online si trovano moltissimi materiali, sebbene qualsiasi "avventura" nel campo del teatro musicale implichi grandi difficoltà per la mole di dati che necessiterebbero di un'attenta verifica. Ci limiteremo ai risultati che ci appaiono più rilevanti e sicuri, rinviando in "bibliografia" a studi filologicamente più attendibili di un post per un blog didattico [Vedi bibliografia finale].

Partiamo dal saggio Boccaccio and his imitators in German, English, French, Spanish, and Italian literature, Chicago, The University of Chicago Press, 1910, pp. 43-44 [consulta online], in cui Florence Nightingale Jones cita moltissimi drammi per musica che si rifanno all'ultima novella del Decameron (X,10) [l'elenco delle prime rappresentazioni è stato aggiornato sulla base delle fonti consultate]. Sono:


Antonio Pollarolo, Venezia, 1701 [cfr. la voce Wikipedia: "fu il primo operista ad impegnarsi a musicare il celeberrimo libretto della Griselda di Apostolo Zeno"];

Tomaso Albinoni, Firenze: Teatro del Cocomero, 1703 [cfr. la voce Dizionario Biografico Treccani: "Nel 1703 l'A. fu a Firenze per soprintendere alla rappresentazione della sua Griselda su libretto di Apostolo Zeno, rappresentata nel teatro del Cocomero, di cui il principe Ferdinando de' Medici era il signore e protettore. L'opera dovette avere indubbiamente un notevole successo se venti anni dopo Cosimo III ne serbava ancora ottimo ricordo"];

Fortunato Chelleri, Piacenza, 1707;

Giovanni Maria Capelli, Rovigo: Teatro Campanella, 1710 [cfr. la voce Dizionario Biografico Treccani];

Luca Antonio Predieri, Bologna: Teatro Marsigli Rossi, 1711 [cfr. la voce Wikipedia (versione in inglese): il libretto di Zeno fu rivisto da Tomaso Stanzani; la partitura è andata persa, a parte l'aria "Fa' di me ciò che ti piace"];

Antonio Maria Bononcini, Milano: Teatro Ducale, 1718 [cfr. la voce Wikipedia in cui si dice che aveva composto quattro anni prima del fratello Giovanni una Griselda sullo stesso libretto. È possibile leggere il libretto sul sito www.librettidopera.it];

Giuseppe Maria Orlandini, Venezia: Teatro Grimani di San Samuele, 1720 [cfr. la voce Wikipedia che, con il titolo La virtù al cimento, ne propone la prima rappresentazione a Mantova nel 1717. Il libretto è stato digitalizzato dalla Bayerische Staatsbibliothek];

[Fonte]

Alessandro Scarlatti, Roma: Teatro Capranica, 1721 [cfr. la voce dell'Enciclopedia Italiana Treccani: "La Griselda, 1721, ultima opera, reca i segni della piena maturità". La voce dell'enciclopedia Wikipedia (versione inglese) parla di rimaneggiamenti del libretto di Zeno da parte di un anonimo autore, da molti indicato come lo stesso principe Francesco Maria Ruspoli che aveva commissionato l'allestimento];

Giovanni Battista Bononcini, Londra: King's Theatre, 1722 [cfr. la voce Wikipedia: "Si tratta di un'opera basata su una revisione del poeta Paolo Rolli di un libretto scritto da Apostolo Zeno". Sul sito del "Progetto Bononcini" la prima rappresentazione risulta essere quella di Pesaro: Teatro Pubblico del Sole, 1721. La partitura è stata digitalizzata da Gallica];

[Fonte]

Pietro Torri, Monaco: Teatro elettorale, 1723 [cfr. la voce Wikipedia. Il libretto è stato digitalizzato dalla Bayerische Staatsbibliothek];


Francesco Bartolomeo Conti, Vienna: Teatro di Corte, 1725 [cfr. la voce del Dizionario Biografico Treccani: "Tra le opere del C., tutte rappresentate al teatro di corte di Vienna e ora in partitura autografa nella Osterreichische Nationalbibl., Musiksammlung, salvo diversa indicazione, si ricordano [...] il dramma in tre atti La virtù in trionfo ossia Griselda, libretto di A. Zeno, 6 febbr. 1725 (ms. 17.238)";

Antonio Vivaldi, Venezia: Teatro Grimani di San Samuele, 1735 [come già ricordato, il libretto di Zeno fu rivisto da Carlo Goldoni; lo stesso commediografo, nelle sue Memorie, fece un divertente resoconto dei suoi rapporti con il Prete rosso, come abbiamo visto in un post precedente. Ne parleremo ancora in un prossimo post];

[Fonte]


Gaetano Latilla, Roma 1747 e Venezia 1751 [cfr. la voce Wikipedia];

Niccolò Piccinni, Venezia, 1793 [cfr. la voce del Dizionario Biografico Treccani relativa al librettista Angelo Anelli ricorda tra gli oltre quaranta libretti La Griselda musicata da Piccinni e Paër];

Ferdinando Paër, Parma 1796 [anch'essa, come appena segnalato, basata sul libretto di Anelli. Europeana propone varie versioni digitalizzate, non solo in italiano. Queste ultime sono: quella di Milano, Pirola, 1815; quella di Firenze, Fantosin, 1821; quella di Roma, Puccinelli, 1824; quella Torino, Derossi, 1824].
Uno dei libretti di Paër digitalizzati dalla Bayerische Staatsbibliothek


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Audizioni:

(1) Ascoltiamo un'aria dall'opera di Antonio Maria Bononcini (1718):

Aria di Griselda "Sonno, se pur se' sonno, e non orrore" (Atto II, scena X):



Testo:

Sonno, se pur se' sonno, e non orrore,
spargi d'onda funesta il ciglio mio.
L'ombra tua mi è conforme; e so, che al core
forier vieni di mali, e non d'oblio.

[Fonte]

(2) Ascoltiamo un'aria dall'opera di Giuseppe Maria Orlandini (1720):

Aria di Oronta {Costanza} "Fra tempeste moleste a quest'alma" (interprete: Gloria Banditelli, accompagnata al cembalo da Pietro Pasquini):



Testo:

Fra tempeste moleste a quest'alma
pur spera la calma l'amante mio core.

(3) Ascoltiamo ora alcune arie dall'opera di Giovanni Battista Bononcini (1722):

(a) Aria di Gualtiero "Affetto, gioia e riso" (Atto I) (interprete: Monica Sinclair):



Testo:

Affetto, gioia e riso
il volto fingerà,
ma il core piangerà
che in stille di dolor
pietà discioglie.
Oh quanto menzognera
è la virtù severa:
nasconde un martir
ma non lo toglie.

[Fonte: partitura citata, pp. 12-14, vista 21-23]

(b) Aria di Gualtiero "Volgendo a me lo sguardo" (Atto I) (interprete: Monica Sinclair):



Testo:

Volgendo a me lo sguardo,
vedrai qual dolce affetto
per te si desta in petto
che sospirar mi fa.
La tua sembianza vaga
i miei desiri appaga
per te il mio fido amore
l'ultim'ancor sarà.

[Fonte: partitura citata, pp. 17-19, vista 26-28]

(c) Aria di Ernesto {(Roberto) innamorato di Almirena (Costanza)} "Non deggio, no, sperare" (Atto I) (interprete: Joan Sutherland):



Testo:

Non deggio, no, sperare
né posso non amare
e pur contento
il cor l'adora.
Lontan da lei sospiro
e quando poi la miro
mi dà tormento
e m'innamora.

[Fonte: partitura citata, pp. 22-24, vista 31-33]

(d) Aria di Ernesto "Per la gloria d'adorarvi" (Atto II) (Joan Sutherland):



Testo:

Per la gloria d'adorarvi
voglio amarvi, o luci care.
Amando penerò,
ma sempre v'amerò,
sì, sì, nel mio penare,
penerò, v'amerò, luci care.
Senza speme di diletto
vano affetto è sospirare,
ma i vostri dolci rai
chi vagheggiar può mai
e non, e non v'amare?
Penerò, v'amerò, luci care.

(e) Aria di Gualtiero "Le fere a risvegliar" (Atto II) (Monica Sinclair):



Testo:

Le fere a risvegliar
sì fate o cacciatori
la valle risuonar
e 'l colle ombroso.
Al bel piacer che fa
inseguitar le belve
d'amor succederà
dolce riposo.

[Fonte citata, pp. 34-36, vista 43-45]

(f) Aria di Ernesto "Troppo è il dolore" (Atto III) (Joan Sutherland)



Testo:

Troppo è il dolore
del mesto core
sì duro stato
l'opprimerà.
Mi resta sola
una speranza
che lontananza
lo sanerà.

[Fonte: partitura citata, pp. 53-54, vista 62-63]

(4) Ascoltiamo infine l'intera opera di Alessandro Scarlatti (1721):



(5) Dell'opera di Antonio Vivaldi (1735), come abbiamo detto, ci occuperemo in un altro post.


Per approfondire:

Marco Bizzarini, I segreti di Griselda: nuove riflessioni sulla collaborazione tra Vivaldi e Goldoni [pdf]

Marco Bizzarini, Griselda e Atalia: exempla femminili di vizi e virtù nel teatro musicale di Apostolo Zeno, 2008 [pdf]

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