martedì 23 aprile 2013

Una versione di "Quanto sia liet'il giorno" di Niccolò Machiavelli

Leggi il testo della "canzona" che precede il prologo de La Clizia di Niccolò Machiavelli:

Quanto sia lieto el giorno
che le memorie antiche
fa ch'or per voi sien mostre e celebrate
si vede, perché intorno
tutte le genti amiche
si sono in questa parte ragunate.
Noi, che la nostra etate
ne' boschi e nelle selve consumiamo,
venuti ancor qui siamo,
io ninfa e noi pastori,
e giàm cantando insieme e nostri amori. 

Chiari giorni e quïeti! 
Felice e bel paese, 
dove del nostro conato el suon s'udia! 
Pertanto, allegri e lieti, 
a queste vostre imprese 
faren col cantar nostro compagnia,
con sì dolce armonia, 
qual mai sentita più non fu da voi: 
e partirenci poi, 
io ninfa e noi pastori, 
e tornerenci a' nostri antichi amori.

[Fonte: IntraText]

Ecco la versione di Philippe Verdelot:

Quanto sia lieto il giorno / nel qual le cose antiche / son or da voi dimostre e celebrate / si vede perché intorno / tutte le genti amiche / si sono in questa parte radunate. / Noi che la nostra etate / nei boschi e nelle selve consumiamo / venuti ancor qui siamo, / io ninfa (e noi pastori) / giam cantand'insieme i nostri amori. [Fonte: YouTube]

Ascolta il madrigale eseguito dal soprano Emanuela Galli, accompagnata da Franco Pavan e Gabriele Palomba al liuto:

 

Ecco il madrigale nell'interpretazione di Anna De Martini:

 

Informazioni dettagliate al sito della Adriaen Willaert Foundation [n. 409], in cui la musica di Verdelot è collegata al genere pre-madrigalesco dei canti carnascialeschi.

La Clizia con le musiche di Verdelot fu rappresentata nella casa di Jacopo di Filippo Falconetti nel 1525. L'allestimento scenico era curato da Bastiano da Sangallo, detto Aristotile [cfr Le Vite di Giorgio Vasari, Ed. Giuntina, Vol. 5, p. 395].


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