giovedì 18 aprile 2013

Musiche su testi di Boccaccio: I Cinque canti all'antica di Ottorino Respighi


Tre dei Cinque canti all'antica [1906] di Ottorino Respighi sono basati su testi di Boccaccio.

Ascolta la versione con Caterina Antonacci, accompagnata al pianoforte da Donald Sulzen:



Ecco i testi [Fonte: YouTube; cfr. anche The Lied, Art Song, and Choral Text Archive]:

L'udir talvolta [dal Filostrato, parte VII, n. 67; cfr. l'edizione della Letteratura italiana Einaudi, pdf, p. 208]

L'udir talvolta nominare il loco
Dove dimori, o talvolta vedere
Chi di là venga, mi riaccende il fuoco
Nel cor mancato per troppo dolere.
E par ch'io senta alcun nascoso gioco
Nell'anima legata dal piacere,
E meco dico: quindi venissi io
Onde quel viene, o dolce mio disio!

Varianti ed. Einaudi: v. 3: il foco.

Ma come potrei [dal Ninfale fiesolano, n. 287; cfr. l'edizione della Letteratura italiana Einaudi, pdf, p. 89]

Ma come potrei io mai soffrire
Di partirmi da te che t'amo pur tanto,
Che senza te mi par ognor morire?
Essendo teco non so giammai quanto
Più ben mi possa avere, o più disire.
Ma sallo bene Amore in quanto pianto
Istà la vita mia la notte e 'l giorno,
Mentre non veggo questo viso adorno.

Varianti ed. Einaudi: v. 1: potre' io mai sofferire; v. 2: che t'amo tanto; v. 3: che sanza te; v. 5: aver, né; v. 6: ben Amor; v. 8: non veggio.

Ballata [Rime, LXXVI; cfr. l'edizione interbooks.eu]

Non so qual io mi voglia,
O viver o morir, per minor doglia.
Morir vorrei, che 'l viver m'é gravoso
Veggendomi da voi esser lasciato;  
E morir non vorrei, che trapassato
Più non vedrei il bel viso amoroso
Per cui io piango invidioso
Di chi l'ha fatto suo e me ne spoglia!

Varianti: v. 4: Veggendomi per altri; v. 5: E morte non vorre'.

Nessun commento: