giovedì 7 marzo 2013

Due risposte alla lettera aperta di Roberto Baggio

In una delle serate del Festival di Sanremo Roberto Baggio ha letto una lettera aperta ai giovani.



Ecco cosa gli rispondono due studentesse ceche, Marie e Alžběta, iscritte alla III C del Liceo "Ustavni" di Praga.



La risposta di Marie a Roberto Baggio:

Buongiorno Roberto Baggio, 

mi chiamo Maria e ho letto la Sua lettera aperta. In generale mi è piaciuta, ma mi sembra un po’ “semplice”. Capisco che le cose elementari siano molto importanti, ma se sono così semplici, è chiaro che i giovani le abbiano sentite mille volte. Non dico che questa lettera non sia originale e che questi consigli non siano necessari, ma hanno lo stesso contenuto dei consigli che danno a noi giovani le persone adulte. 

In questa lettera manca la scintilla dell’originalità, una cosa nuova che mi costringa a pensare; manca un'idea che mi lasci nella mente i vari pensieri. Non dico che questa lettera sia noiosa, ma non ha lasciato niente di nuovo in me; ha solo ripetuto cose che già sapevo. Avrei voluto sentire qualcosa di innovativo. Ma questa è solo la mia opinione… 

Se io volessi scrivere una lettera aperta e toccare con le mie parole i giovani, userei un diverso modo di pensare e parole differenti. 

Ma soprattutto: chi vuole sentire dei consigli? Chi tra i giovani vuole ascoltare dei consigli?

Secondo me, se non troviamo la soluzione da soli, non potremo mai capire i consigli e il “senso” della vita. Dobbiamo fare le cose anche se sono sbagliate. 

Questa lettera non ha lasciato in me niente. 

Cordiali saluti. 

Maria 



La risposta di Alžběta (Elisabetta) a Roberto Baggio:

Caro signor Baggio, 

grazie per la Sua lettera “aperta” dedicata appunto a noi giovani. 

L’abbiamo letta e anche ascoltata in classe su YouTube, e mi è molto piaciuta. È stato davvero un momento emozionante sul palco di Sanremo. Mi sembra bello e molto utile parlare e riflettere sulla vita in questa maniera e generalmente su noi stessi e sulle cose che ci possono accadere. Secondo me, dobbiamo ammettere la validità dei fatti e delle parole che abbiamo sentito da Lei. Penso che la Sua lettera ai giovani sia condivisibile. 

Le parole come passione, gioia, successo, coraggio, sacrificio, sforzo, lavoro, sogno sono delle parole molto importanti e belle, anche se a volte abbastanza difficili da capire. Sono delle parole su cui dobbiamo ragionare. Sono parole a cui dovremmo pensare soprattutto noi giovani, quando abbiamo tempo. Dovremmo farci delle domande come: “Cosa voglio fare nella mia vita?”, “Che persona voglio essere?”, “Cosa sono le cose più importanti per me?”, “Dove e quando devo e voglio avere successo?”, “Come devo lavorare?”, “Quali sono i miei sogni e in cosa voglio riuscire?”… Siamo giovani e dobbiamo pensare al nostro presente, ma anche al nostro futuro. Infatti quello che facciamo nel nostro presente influenzerà il nostro futuro; le opinioni che abbiamo oggi sono determinanti anche per quello che faremo dopo. E anche se, come dice Lei, a noi giovani non piacciono tanto i consigli degli adulti, o generalmente degli altri, dobbiamo ascoltare e riflettere su quello che si dice, e qualche consiglio dobbiamo accettarlo. 

I consigli che ci dà Lei sono molto utili per la nostra futura carriera. Senza gioia siamo negativi e tristi; quindi senza gioia non si possono fare bene le cose. Senza la passione non si arriva quasi a niente. Senza gioia e passione, senza sacrificio (che è NECESSARIO se vogliamo avere successo), non possiamo ottenere le cose che desideriamo per tutta la vita. 

Queste parole si influenzano a vicenda, hanno qualcosa in comune e costituiscono un insieme molto importante. Ognuno di noi ha i suoi sogni, forse anche non lo sa, ma dentro di noi ci sono. Nella società contemporanea sempre più persone pensano che otterranno quello che vogliono senza sforzarsi, senza passione, o senza il lavoro e il sacrificio. Ma poi non possono lamentarsi! Queste cose, infatti, sono necessarie. Avere successo non è una cosa facile, ma con lo sforzo e con la chiarezza su ciò che vogliamo fare ed essere, possiamo raggiungere l’obiettivo. 

Io, per esempio, ho tanti desideri. Alcuni li ho abbandonati confrontandomi con la realtà; alcuni piano piano si stanno realizzando; e alcuni forse diverranno concreti nel futuro. Il sogno più grande non è facile da realizzare, ma io mi comporto in modo tale da riuscire a realizzarlo. Anche se sono consapevole che sarà dura, che mi dovrò impegnare molto, non ho mai smesso di sperare. Ma credere non basta. Bisogna sforzarsi, come dice Lei. Accettare di fare un duro lavoro. Essere sempre coraggiosa, credere in me stessa, fare sacrifici, e trovare ogni giorno la gioia e la passione che c’è in me. 

Anche se le cose che ha detto le sapevo già, la Sua lettera mi ha fatto riflettere e mi ha fatto piacere. Secondo me, è una lettera capace di ispirare i giovani. Grazie per le Sue parole e complimenti per quello che è riuscito a fare. Speriamo che succeda anche a noi giovani di avere una vita come la Sua. 

Cordialmente. 

Elisabetta

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