venerdì 23 novembre 2012

L'inchiesta parlamentare sulla miseria in Italia

Carlo Levi trascorse gli anni del confino a Grassano e Aliano, in Basilicata. La pena, inflitta nel 1935, fu condonata nel 1936, a seguito della proclamazione dell'Impero. Da questa esperienza nacque l'opera che lo rese celebre, scritta tra il '43 e il '44, e pubblicata da Einaudi nel 1945 : Cristo si è fermato a Eboli.

Leggiamo all'inizio: "Sono arrivato a Gagliano un pomeriggio di agosto [...] Ci venivo malvolentieri, preparato a veder tutto brutto, perché avevo dovuto lasciare, per un ordine improvviso, Grassano, dove abitavo prima, e dove avevo imparato a conoscere la Lucania."

Sin dalle prime righe, nelle pagine che fanno da introduzione e che spiegano il significato del titolo, e poi nel corso dell'opera, viene descritta la condizione di vita dei contadini lucani: "Ma, chiuso in un stanza, e in un mondo chiuso, mi è grato riandare con la memoria a quell'altro mondo, serrato nel dolore e negli usi, negato alla Storia e allo Stato, eternamente paziente; a quella mia terra senza conforto e dolcezza, dove il contadino vive, nella miseria e nella lontananza, la sua immobile civiltà, su un suolo arido, nella presenza della morte."

Parecchi anni dopo, con la nascita della Repubblica Italiana, venne istituita una Commissione parlamentare a cui fu affidata un'inchiesta sulla miseria e sui mezzi per combatterla. I lavori durarono dal 1951 al 1954. Al termine, oltre agli Atti, venne realizzata una relazione cinematografica. Si trattò della prima relazione filmata sulle attività di una commissione parlamentare.

Si leggano, per approfondire, i materiali dell'Archivio storico della Camera dei deputati.

Guardiamo la relazione. Sono passati alcuni anni, come detto, ma le condizioni di vita dei contadini sono ancora quelle descritte da Levi.

Grassano fu scelto come paese campione "ai fini di una valutazione approfondita della situazione di una comunità rurale considerata nella sua struttura economica e sociale" (Atti, Vol. 1, p. 22).

Prima parte:



Seconda parte:

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