venerdì 16 novembre 2012

Bolaffio e Giotti

Al pittore triestino Vittorio Bolaffio, autore di un famoso ritratto di Saba, di cui ci siamo occupati in un post, Virgilio Giotti dedicò una poesia in dialetto.

Leggiamola insieme [Fonte]:

Con Bolaffio

Mi e Bolàffio, de fazza
un de l'altro, col bianco
de la tovàia in mezo,
su i goti e el fiasco in fianco,
parlemo insieme.

Bolàffio de 'na piazza
de Gorïzia el me conta,
ch'el voria piturarla:
'na granda piazza sconta,
che nissun passa.

Do tre casete atorno
rosa, un fiatin de muro,
un pissador de fero
vëcio stravëcio, e el scuro
de do alboroni.

Xe squasi mezogiorno.
E un omo, vign˘ fora
de là, se giusta pian
pian, e el se incanta sora
pensier. Bolàffio,

in 'sta su piazza bela,
noi, poeti e pitori,
stemo ben. La xe fata
prùpio pai nostri cuori,
caro Bolàffio.

In quel bel sol, in quela
pase, se ga incontrado
i nostri veci cuori;
là i se ga saludado
stassera alegri.

Versione italiana (medesima fonte)

Io e Bolaffio, l'uno
di fronte all'altro, col bianco
della tovaglia in mezzo,
i bicchieri alzati e accanto il fiasco,
parliamo insieme.

Bolaffio mi racconta di una piazza
di Gorizia, che vorrebbe dipingerla:
una grande piazza nascosta,
dove nessuno passa.

Due tre casette intorno,
rosa, un poco di muro,
un pisciatoio di ferro,
vecchio stravecchio, e lo scuro
di due alberoni.

E' quasi mezzogiorno.
E un uomo, venuto fuori di lì,
si mette a posto pian piano,
s'incanta sopra pensiero. Bolaffio,

in questa sua piazza bella,
noi, poeti e pittori, stiamo bene.
E' fatta proprio per i nostri cuori,
caro Bolaffio.

In quel bel sole, in quella pace,
si sono incontrati i nostri vecchi cuori;
là si sono salutati stasera, allegri.

Lo stesso Giotti, oltre che poeta, fu anche pittore. Purtroppo online non sembra per ora disponibile nessuna immagine. Vedi un riferimento alla mostra di disegni tenutasi a Trieste nel 1986, in occasione del centenario della nascita.

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