giovedì 15 novembre 2012

Appunti inutili. Dalla scrittura allo schermo


Appunti inutili è il titolo di un diario di Virgilio Giotti, ripubblicato dall'editore Il ramo d'oro.

Lo stesso titolo fu dato da Diego Cenetiempo e Daniele Trani a un lavoro cinematografico della durata di 16 minuti e risalente al 2006, liberamente ispirato al testo di Giotti, di cui compare una descrizione sul sito del Trieste Film Festival, attribuibile ai due autori, che qui trascriviamo:

Nel 1942 i due figli maschi di Virgilio Giotti, Franco e Paolo, partono volontari per il fronte russo nel ruolo di interpreti. Nessuno dei due farà ritorno. Il piccolo grande sogno di Giotti di vivere una vita serena fatta di tranquillità e affetti si infrange contro il muro della guerra. Egli si trova quindi costretto a costruirsi un nuovo progetto di vita, un nuovo motivo di esistenza. C'è un limen, una linea di confine, un muro che sancisce un Prima e un Dopo. Questa fu (questa è) la guerra. Divoratrice di uomini, ingorda di vite, distruttrice di progetti e sogni, piccoli e grandi. Il Don, fiume cantato dai poeti ucraini, fu il teatro. Molti italiani gli attori. Fra questi, due valenti giovani, di sicuro avvenire, figli di un poeta e di una benestante russa decaduta. Due giovani di talento e di bell'aspetto. Come può un padre perdere due figli così? Come può un genitore accettare la sconfitta di una missione naturale? L'essere umano nasce amaramente predisposto, quasi programmato, alla drammatica eventualità della perdita di un genitore. Risulta invece azzerato, non tarato, impreparato di fronte alla morte di un figlio. Qual è il comportamento da prendere di fronte a un drammatico accadimento di questo genere?

Guarda il trailer:



La casa editrice Il ramo d'oro ha pubblicato anche un volume con le lettere al padre di Franco e Paolo Belli Giotti.

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