domenica 12 agosto 2012

Markus Vallazza e la Divina Commedia

Markus Vallazza e la Divina Commedia è il titolo di un DVD prodotto nel 2006 dalla DiSpazioFilm di Bolzano per la Provincia autonoma di Bolzano Alto Adige/Cultura italiana - Centro Audiovisi Bolzano.

Si compone di tre documentari, tutti per la regia di Fulvio Vicentini: Markus Vallazza e l'Inferno dantesco, Markus Vallazza e il Purgatorio dantesco, Markus Vallazza e il Paradiso dantesco, realizzati rispettivamente nel 1998, 1999 e 2000, e della durata rispettiva di 10'40", 15'48" e 15'21" {le date, in lieve contrasto con quelle riportate nel sito dell'artista, che indica il 1995 per il primo lavoro, sono state desunte dal risvolto di copertina del dvd}.

Nel primo documentario, dopo le immagini dell'artista al lavoro e la lettura di alcuni versi [modalità che viene ripresa anche nei due filmati successivi], Vallazza spiega l'evoluzione dl progetto: l'idea, nata "dieci anni prima" [dunque nel 1988, se vale la data 1998], si sarebbe arenata per difficoltà artistiche e finanziarie; sarebbe stata ripresa dopo qualche anno, in seguito a una grave crisi esistenziale, che avrebbe però aiutato l'artista ad affrontare meglio l'opera del Sommo poeta.

Nel secondo documentario si traccia inizialmente un profilo biografico di Vallazza: dopo aver iniziato i primi passi nel laboratorio artigianale del padre, artista del ferro battuto, si dedicò alla scultura e all'architettura. A 19 anni, a Firenze, conobbe Paul Tess, un uomo molto colto, sopravvissuto a Dachau, che sarebbe diventato il padre spirituale del giovane Markus. Sulle rive dell'Arno incontrò anche Oskar Kokoschka, che lo invitò alla Sommerakademie di Salisburgo. A Parigi conobbe Alberto Giacometti. Per tredici anni ha lavorato presso la Scuola d'Arte di Ortisei. A Londra fece la conoscenza di Henry Moore, che lo sollecitò a proseguire nel suo lavoro artistico.
Il documentario prosegue con una intervista [inframezzata da un intervento del teologo Paolo Renner]: per Vallazza il purgatorio rappresenta la vita di tutti i giorni; anche per questo nella sua reinterpretazione  della cantica si affollano tanti artisti, musicisti, poeti, filosofi, uomini di chiesa e laici. Nella seconda parte dell'intervista viene chiarito il significato della presenza degli angeli: l'angelo è una specie di guida, un simbolo dei sentimenti umani, in contrasto con la tendenza alla robotizzazione, tipica del mondo contemporaneo, dalla quale Chaplin ci avrebbe messo in guardia sin dagli anni di Tempi moderni [proiettato per la prima volta nel '36].

Il filmato sul Paradiso è disponibile online grazie a YouTube [canale Linea Alto Adige TV]:

Prima parte: vengono letti alcuni versi, accompagnati da alcune tavole e schizzi preparatori; in una intervista l'artista spiega all'inizio le ragioni della presenza di personaggi vissuti anche dopo Dante [tra questi Van Gogh, Saint-Exupéry, Trakl perché "se lo meritano"]: il suo è un cielo post-copernicano, in cui figurano astronauti e astronavi; ispirato da Nietzsche, Vallazza pensa che il paradiso sia "nel cuore di una persona"; più oltre vengono spiegate le ragioni del graduale passaggio verso l'astratto. Questa prima parte si conclude con un commento tendente a illustrare la presenza di due percorsi: il racconto di Dante e le mutate condizioni dei nostri giorni.



Seconda parte: il critico d'arte Luigi Serravalli interpreta l'opera dell'artista, che vediamo dapprima al lavoro su una lastra e poi al torchio per la stampa della medesima; a chiusura, un'intervista a Vallazza in cui informa di avere concluso l'enorme lavoro sul poema nella settimana santa.



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I titoli dei tre documentari corrispondono a quelli di tre volumi curati da Fulvio Vicentini e stampati a Bolzano nel 1996, 1999 e 2000.

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