sabato 18 febbraio 2012

Una canzone ispirata a "Il visconte dimezzato"

Ascolta la canzone dei VillaZuk, ispirata al romanzo Il visconte dimezzato:



Testo [da YouTube]:

Cavalcava la pianura tra gli stormi di cicogne
munito d'un cavallo e uno scudiero
in Boemia era diretto e li la guerra contro i turchi
già cosparso avea la terra di carogne
al mattino successivo cominciava la battaglia
pensava al nuovo grado di tenente
scintillavano i suoi occhi tra paura ed entusiasmo
era giovane Medardo di Terralba
e dall'alto della sella scorse due artiglieri turchi
puntare contro il fuoco d'un cannone
l'inesperto cavaliere che copriva l'obiettivo
fece un salto in aria con un colpo in petto
alla sera lo raccolsero sul carro dei feriti
mutilato interamente alla sinistra
ed il giorno successivo dopo sconce operazioni
con stupore dei dottori respirava

Al ritorno in terra propria nel mantello nero avvolto
portò con se malvagia e cattiveria
fece un torto uccidendo un volatile del padre
che seguì nel sonno il povero animale
gli abitanti del castello se ne accorsero in quel tempo
che l'uomo aveva perso ogni bontà
incendiava gente e case di ugonotti ed appestati
coronando una miriade di condanne
solamente una gran donna la sua balia Sebastiana
rimproverava tutti i suoi misfatti
ma l'insana crudeltà giunse presto e la sua sorte
fu l'esilio nel paese dei lebbrosi
l'abitudine a quel male di brutalità e follie
facea vegliar la notte sentinelle
mai nessuno compativa la sua giovinezza offesa
che temevano anche i cari più vicini

Ma un fanciullo che dormiva sopra il bordo d'un torrente
sentì la mezza ombra sulla testa
mentre un ragno scivolava sopra il collo del ragazzo
quella sola mano ne procurò il morso
sotto il suo mantello nero con il suo mezzo sorriso
salutò affettuosamente suo nipote
che si accorse sbalordito di quel nuovo atteggiamento
e che la mano gonfia era la sinistra
dopo un po' fu noto a tutti l'altro mezzo è ritornato
a portare aiuto a chi era disperato
a soccorrere i più poveri regalando carità
a fermare le violenze ed i peccati
ma la virtù del buon mancino era troppo disumana
predicava ai vecchi di non lavorare
disturbava le abitudini e le vite della gente
che non sopportava neanche il mezzo buono

Questa storia prende svolta come tante volte accade
per mano di una giovane fanciulla
che riuscì a farsi contendere da due metà divise
da quell'uomo che portava cuori opposti
era scalza grassottella e vestiva sempre rosa
rifiutava le due anime contrarie
l'uomo buono era pietoso quanto l'altro era crudele
non voleva rovinarsi l'esistenza
la ragazza era scocciata e con un gesto d'imprudenza
decise di sposarli tutti e due
ma di farlo all'insaputa dei due mezzi cavalieri
che incrociarono i due occhi sull'altare
si lanciarono una sfida in un duello regolare
con entrambe mani armate d'una spada
così l'uomo combatteva contro la sua stessa parte
e poi cadde a terra in un bagno di sangue

Ora il corpo dei feriti sotto ardue cuciture
sottoposte dal dottore del castello
dopo giorni di pazienza tra gli sguardi sempre incerti
sotto gli occhi dell'amata prese vita
la sua vita fu felice molti figli e un buon governo
e per quello che gli accadde fu il più saggio
più non c'era cattiveria più non c'era troppa pena
ma di tutt'e due portava l'esperienza

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