mercoledì 3 agosto 2011

Il "petrarchismo musicale": "Quando Amor i belli occhi a terra inchina"

Leggi il testo del sonetto CLXVII:

Quando Amor i belli occhi a terra inchina
e i vaghi spirti in un sospiro accoglie
co le sue mani, et poi in voce gli scioglie,
chiara, soave, angelica, divina,

sento far del mio cor dolce rapina,
et sì dentro cangiar penseri et voglie,
ch'i' dico: Or fien di me l'ultime spoglie,
se 'l ciel sì honesta morte mi destina.

Ma 'l suon che di dolcezza i sensi lega
col gran desir d'udendo esser beata
l'anima al dipartir presta raffrena.

Così mi vivo, et così avolge et spiega
lo stame de la vita che m'è data,
questa sola fra noi del ciel sirena.


Ascolta il madrigale composto da Philippe Verdelot sulla base delle due quartine, nell'esecuzione del duo Mignarda:



La composizione è tratta dal volume Intavolatura de li madrigali di Verdelotto: de cantare et sonare nel lauto (1536), di cui la Biblioteca Armando Gentilucci - Istituto Superiore di Studi Musicali "Achille Peri" di Reggio Emilia possiede una copia [guarda il frontespiszio]

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