martedì 12 luglio 2011

Il "petrarchismo musicale": "Solo e pensoso i più deserti campi"

Leggi il testo del sonetto XXXV:

Solo et pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi et lenti,
et gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio human l'arena stampi.

Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché negli atti d'alegrezza spenti
di fuor si legge com'io dentro avampi:

sì ch'io mi credo omai che monti et piagge
et fiumi et selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch'è celata altrui.

Ma pur sì aspre vie né sì selvagge
cercar non so ch'Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io co llui.


Ascolta il madrigale di Luca Marenzio (IX Libro, n. 8) eseguito dal complesso La Venexiana:



Lo stesso madrigale nell'interpretazione del The Deller Consort:

.

Ecco la versione di Orlando di Lasso, eseguita dal Concerto Italiano diretto da Rinaldo Alessandrini:



Wikipedia segnala anche le versioni di Haydn e Schubert.

Della seconda, Sonnet II, D 629, per voce e pianoforte, con testo in tedesco [leggi la traduzione di A. W. Schlegel], YouTube fornisce l'interpretazione del baritono Matthias Görne [già segnalata in passato]:

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