lunedì 25 luglio 2011

Il "petrarchismo musicale": "Italia mia, benché 'l parlar sia indarno"

Leggi il testo della canzone CXXVIII. Trascriviamo la prima stanza:

Italia mia, benché 'l parlar sia indarno
a le piaghe mortali
che nel bel corpo tuo sì spesse veggio,
piacemi almen che ' miei sospir' sian quali
spera 'l Tevero et l'Arno,
e 'l Po, dove doglioso et grave or seggio.
Rettor del cielo, io cheggio
che la pietà che Ti condusse in terra
Ti volga al Tuo dilecto almo paese.
Vedi, Segnor cortese,
di che lievi cagion' che crudel guerra;
e i cor', che 'ndura et serra
Marte superbo et fero,
apri Tu, Padre, e 'ntenerisci et snoda;
ivi fa che 'l Tuo vero,
qual io mi sia, per la mia lingua s'oda.


Se ne servì Philippe Verdelot per comporre un magrigale a cinque voci. Ascoltalo nell'esecuzione

- dell'Ensemble Camerata Nova, diretto da Luigi Taglioni:



- del complesso Huelgas Ensemble, diretto da Paul van Nevel:

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