sabato 11 giugno 2011

Dante Vittorioso. Il mito di Dante nell'800




"Dante Alighieri, padre e unificatore della lingua e, idealmente, della nazione italiana, diventa riferimento simbolico delle aspirazioni civili e identitarie risorgimentali. La mostra -con dipinti, sculture, libri e cimeli- si concentra sulla modernità del Sommo Poeta evidenziandone la corrispondenza con il sentire dell’uomo dell’Ottocento." [dal sito della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, presso cui la mostra è allestita]





Comunicato stampa [reperibile anche al sito della Società Dante Alighieri]:

"Opere pittoriche, sculture, incisioni, fotografie, oggetti, libri, cartoline, piccoli cimeli. Una mostra, allestita dal 29 maggio al 31 luglio 2011 alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, accompagna il visitatore in un lungo viaggio temporale che dal Medioevo giunge idealmente al Risorgimento. Al centro la figura di Dante Alighieri, protagonista assoluto che assume qui i contorni del mito.
Esposta nella Tribuna dantesca, la 'sala-tempio' circolare dedicata proprio a Dante, una selezione di opere pittoriche di Carl Vogel von Vogelstein, di Domenico Morelli, Francesco Saverio Altamura, Federico Faruffini, Gaetano Previati, per citarne solo alcuni, danno conto degli aspetti più rilevanti dell'interpretazione di Dante nel corso dell'Ottocento, in relazione al Risorgimento e, in particolare, all'Unità d'Italia, di cui il poeta fiorentino viene visto come primo vate. Ma non solo. Ai dipinti si aggiungono le sculture di Vincenzo Vela, Pio Fedi e Paolo Troubetzkoy, e ancora, disegni, incisioni, stampe, le preziose edizioni ottocentesche illustrate della Divina Commedia.
Nell'Ottocento il Sommo Poeta diviene riferimento simbolico delle aspirazioni civili e identitarie risorgimentali e, in quanto maestro di stile e padre fondatore della nazione, sia in senso linguistico che politico, assume il ruolo di guida ideale per i più importanti scrittori, intellettuali e storici italiani: Leopardi, Foscolo, Monti, Mazzini, Tommaseo, de Sanctis.
In particolare, a Firenze, la figura di Dante si riconcilia con la memoria della città: del 1818 è l'iniziativa di erigere il Cenotafio in S. Croce e nel 1865, all'indomani dell'Unità, si aprono le celebrazioni per il sesto centenario della nascita del poeta. Sempre nel 1865 un intervento del critico Pietro Estense Selvatico sulla relazione tra Dante e le arti figurative sottolinea il valore che la sua figura assume per i giovani artisti; nel 1888 nasce la Società Dantesca Italiana a Firenze e nel 1889 la Società Dante Alighieri, sotto la guida di Giosuè Carducci. Infine nel 1900, a confermare l'attenzione nei confronti del poeta, si aggiunge il Concorso Alinari per l'illustrazione della Divina Commedia - bandito a Firenze proprio durante le celebrazioni per il VI centenario del Priorato di Dante - e, nella stessa epoca, la costruzione della neogotica cattedra dantesca in Orsanmichele, dalla quale letterati come D'Annunzio avrebbero dato nuova vita alla Lectura Dantis.
Le arti figurative, la letteratura e perfino il melodramma si concentrano dunque nell'Ottocento sulla vita privata e sulla vicenda umana di Dante - dominante il tema dell'esilio, tanto caro ai numerosi patrioti italiani costretti a fuggire all'estero, primo tra tutti Giuseppe Mazzini - e su singole parti della sua opera, con particolare attenzione alle "romantiche" figure di Paolo e Francesca o di Pia de' Tolomei, riadattandole e reinterpretandole di volta in volta (si pensi alla tragedia di Silvio Pellico "Francesca da Rimini" del 1815 e al melodramma tragico "Pia de' Tolomei" rappresentato, tra le tante versioni, anche da Salvatore Cammarano e Gaetano Donizetti). Una fascinazione europea quella per il poeta fiorentino, che valica i confini italiani: anche l'Inghilterra dei Preraffaelliti dedica grande spazio al Medioevo e ai temi danteschi, e Dante Gabriele Rossetti, figlio di un patriota ed esule italiano, costruisce nell'arco della sua vita una sorta di cronaca dantesca per immagini, circonfondendo la figura del poeta di sfumature simboliste e di un misterioso e conturbante estetismo.

Per tutta la durata della mostra, nella Sala Poliziano della Biblioteca Nazionale, sarà possibile assistere alla Maratona infernale: in 7 ore di video, trasmesse continuativamente, per la regia di Lamberto Lambertini, ideatore del progetto insieme a Paolo Peluffo, lo spettatore sarà proiettato in una rilettura in chiave contemporanea di 34 Canti dell'Inferno.

Informazioni per il pubblico: www.bncf.firenze.sbn.it e www.dantealighieri.it "

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