martedì 1 giugno 2010

Mostra "Italia sia!"


Il Comune di Seravezza (Lucca) e la Fondazione Terre Medicee propongono al pubblico del Palazzo Mediceo di Seravezza la mostra Italia sia! Fatti di vita e d'arme del Risorgimento italiano.
L'esposizione "intende accostarsi alle vicende del Risorgimento italiano secondo una duplice prospettiva. Ripercorrerne, da un lato, alcune tappe salienti - segnatamente quelle comprese fra 1l 1848 e il 1860 - privilegiando tuttavia una chiave di lettura dichiaratamente toscana; testimoniare, dall’altro, come, nel corso dell’Ottocento, un cospicuo nucleo di temi legati agli avvenimenti della vita militare abbia, dai fatti gloriosi delle guerre di liberazione, preso l’abbrivio per evolversi lentamente in un filone figurativo destinato a rifluire, in molti casi, nella vera e propria pittura di genere. Storia e mito, mito e mitografia a confronto, alla radice dei quali vi sono anni cruciali per il destino della futura nazione. Quelli, appunto, che vanno dalla battaglia di Curtatone e Montanara al Plebiscito con cui il Governo Provvisorio della Toscana sancisce pubblicamente la sua adesione al Regno sabaudo. Poco più di un decennio, durante il quale saranno peraltro gettate sul tappeto della storia regionale carte decisive: prima fra tutte quella con il cui nuovo potere instauratosi dopo la partenza del Granduca Leopoldo II di Lorena nell’aprile del 1859, non intende cercare soltanto la più ampia e completa legittimazione possibile sul territorio toscano, ma anche e soprattutto lanciare un segnale forte e deciso contro quanti hanno fino a quel momento auspicato, su un piano astrattamente politico, Firenze quale capitale di una possibile confederazione di regioni centro italiane, comprendente, oltre la Toscana, le Marche, l’Umbria, la Romagna, con in più la città di Bologna. Assecondando fedelmente lo svolgimento della vicenda storica, l’esposizione prende le mosse dallo scontro di Curatone e Montanara e dai volti dei suoi protagonisti. Al fine di ripercorrere nei termini più esatti le fasi cruciali della battaglia - che vide, come sappiamo, in prima fila, contro le truppe austriache, i volontari toscani di Firenze e Pisa - il comitato organizzatore ha scelto di fare dialogare le numerose quanto preziose testimonianze pittoriche, grafiche e documentarie (alcune delle quali inedite e qui esposte per la prima volta), con un grande plastico realizzato appositamente per la mostra, sul quale sono destinati a trovare posto non meno di seimila soldatini. Oltre la sezione dedicata alle celebrazioni plebiscitarie susseguenti alla partenza del Granduca - qui splendidamente evocata attraverso Il 26 aprile 1859 di Odoardo Borrani - la sequenza della opere si apre poi alle immagine chiamate a celebrare, per mano d’artisti quali Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Ferdinando Buonamici, Telemaco Signorini, Amos Cassioli, Pietro Aldi, Arturo Moradei, alcuni episodi emblematici della Seconda Guerra d’Indipendenza. Episodi che trovano tuttavia, lungo le sale della mostra, un loro suggestivo contraltare nelle rappresentazioni si un Risorgimento rivissuto – ma sarebbe forse meglio dire drammaticamente vissuto – in chiave totalmente civile. Tele come quelle di Ignazio Affanni, Cesare Bartalena, De Micheli, declinano con accenti accorati un mondo d’affetti quotidiani che gli avvenimenti bellici stanno per spezzare per sempre. Un piccolo universo sul quale saprà indugiare anche la grafica del periodo, mediante un’importante rassegna di illustrazione di carattere popolare destinate a riviste e periodici. Un periodo a parte è destinato a Giovanni Fattori, del quale viene percorsa, quasi mostra nella mostra , la sua produzione pittorica di soggetto ‘militare’. Un exursus che copre l’intero arco cronologico della sua attività. Dal grande cartone della Battaglia di Magenta del 1859-60, realizzato nell’ambito del concorso Ricasoli, alle opere degli anni Ottanta e Novanta. contrassegnate se possibile, nella composizione figurativa, da una sempre più scoperta e programmatica vena antiretorica. A testimoniare l’eco dell’insegnamento fattoriano e il perdurare, anche in chiave elegantemente popolare, della fortuna di opere che vedono quali personaggi principali i soldati dell’esercito nazionale, è stata prevista un’ulteriore sezione che ha messo a confronto, tra glia altri, lungo le pareti della sede espositiva, artisti come Francesco Gioli e Ruggero Panerai."

Attivita' didattiche:
- documentati sugli artisti citati nella presentazione

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