lunedì 25 gennaio 2010

De/Portees di Jack Sal


De/Portees e' una videoproiezione multi screen in memoria degli Italiani deportati, realizzata dall'artista Jack Sal.

Sara' in mostra dal 27 gennaio al 26 febbraio 2010 presso l'Istituto Italiano di Cultura di New York e dal 7 al 30 aprile 2010 alla Casa della Memoria e della Storia di Roma.

" Utilizzando due video/computer proiettori e un video schermo, De/Portees usa come contenuti i luoghi geografici dei campi italiani impiegati per la detenzione, la prigionia e i punti di trasferimento ai campi di concentramento nazisti, dislocati sui territori occupati dai tedeschi.

A parte il campo più conosciuto, a Fossoli-Carpi (Emilia Romagna), centinaia di altri luoghi furono usati come parte di una catena all’interno del meccanismo di raccogliere, arrestare e deportare cittadini italiani e non, e mandarli al loro destino.

Projection #1: una lista, creata graficamente con il computer, dei luoghi dei campi in tutto il territorio italiano, in cui viene usato un carattere di colore giallo su fondo nero.

Projection #2: una lista, creata graficamente con il computer, delle città e dei villaggi di provenienza dei deportati in tutto il territorio italiano, in cui viene usato un carattere di colore azzurro su fondo nero.

Video: un video delle pagine pubblicate con la lista dei deportati di tutto il territorio italiano, con una voce di sottofondo che legge (in inglese per New York e in italiano per Roma) il testo di Primo Levi su Auschwitz.

Le proiezioni/video sono messe all’interno dello spazio della galleria per creare un certo “spostamento” e scoprire l’entità numerica di luoghi e persone direttamente toccate dalla deportazione. Usando gli angoli estremi dello spazio, il senso d’orientamento dell’osservatore è collegato alle tre “immagini” di nomi, luoghi e del libro della lista, forzando l’associazione della deportazione con le sue radici in Italia.

Il mito popolare è di un’Italia riluttante, e senza tanta forza o organizzazione nel collaborare sotto coercizione con i suoi alleati tedeschi/nazisti.

Il numero di campi italiani e la quantità di persone deportate e arrestate, però, allontana l’idea della mancanza di responsabilità e dimostra, insieme, l’evidenza della presenza in Italia dei campi “sotto casa”.
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