lunedì 7 settembre 2009

"In fabbrica" di Francesca Comencini (2007)


In fabbrica e' un documentario di Francesca Comencini, che ripercorre il lavoro della classe operaia dalla seconda meta' del Novecento ad oggi.

* Guarda il video 1 che raccoglie 5 clip ordinate cronologicamente: 1. introduzione: la fabbrica; 2. la giornata di un operaio; 3. l'autunno caldo del '69 in occasione del rinnovo del contratto di lavoro; 4. gli anni '80: la nascita di un'economia diversa, in cui la fabbrica non e' piu' al centro del sistema; 5. oggi: il nuovo volto delle fabbriche: industrie di eccellenza e competitive convivono con realta' opache, con luoghi dove il lavoro irregolare e insicuro porta la morte.
- Confronta i vari momenti: cosa e' cambiato?
Quasi tutte le clip contengongo interviste a operai: nella seconda e' un commentatore "ufficiale" a riportare la dichiarazione dell'operaio che rientra nel nido familiare dopo una giornata faticosa; nella terza un operaio spiega come ha appreso il lavoro e quale valore ha nella sua vita; nella quarta gli operai discutono della proposta sindacale; nella quinta due operai parlano del presente.
- Confronta le varie dichiarazioni: cosa ti colpisce?
- A modificarsi nel tempo sono anche le modalita' con cui i giornalisti pongono domande e informano il pubblico. In che senso?

* Guarda il video 2 con la 6^ clip: intervista a 3 operai, di cui due migranti.
- Cosa pensi delle loro dichiarazioni?

Online e' visibile l'intero documentario [tra virgolette alcuni commenti che si sovrappongono alle immagini di repertorio e scandiscono le fasi dell'evoluzione del sistema economico]:

* parte 1 [che consigliamo di vedere alla fine, dopo la visione del film]: intervista alla regista e ai 3 rappresentanti dei sindacati CISL, UIL, CGIL
- Cosa pensi delle critiche rivolte al documentario da alcuni sindacalisti?
- Come giudichi l'auto-difesa della Comencini?

* parte 2: introduzione: "Oggi degli operai si parla solo quando muoiono sul lavoro. In Italia ne muoiono tre al giorno, uccisi da condizioni di lavoro spesso fuori da ogni regola e prive di qualsiasi diritto. Eppure gli operai sono stati portatori negli anni di una delle piu' grandi storie di vita del nostro Paese"; interviste a bambini i cui padri sono emigrati in Germania; "L'Italia degli anni '50 si affida all'industria per voltare pagina, per uscire dal suo lungo e sofferto dopoguerra. Nella vita delle persone la fabbrica porta la speranza di poter pensare a un futuro stabile e di non dovere piu' lasciare il proprio paese per lavorare"; interviste; "l'agricoltura perde il primato occupazionale a favore dell'industria"; interviste; intervista a un bambino lavoratore.

* parte 3: "La modernizzazione cosi' rapida, fulminea del nostro Paese ha in se' una doppia anima che persiste per tutta la storia italiana del dopoguerra: creativita', innovazione ed inventiva accanto a forme di lavoro prive di garanzie e di regole. Oltre a guidare lo sviluppo economico, la fabbrica si fa anche portatrice di cultura: trasmette un sapere tecnico che gli operai, per la maggior parte specializzati, applicano nel lavoro e offre l'occasione di appartenere a una comunita' dove e' proprio il lavoro a cementare legami profondi, umani e di classe"; intervista a un operaio specializzato, soddisfatto del suo lavoro; intervista a un perforatore; la giornata di un operaio [clip 2]; interviste: certezza del posto di lavoro e calo della disoccupazione in seguito al cosiddetto miracolo economico; intervista a operaie meridionali; interviste a operaie e proprietaria di un maglificio.

* parte 4: pausa pranzo; un bambino al lavoro; intervista a un apprendista, un ragazzo trasferitosi dalla Calabria a Torino; i "rischi" degli imprenditori che assumono un minorenne; "La crescita della ricchezza nazionale durante il miracolo economico e' favorita anche dal fatto che i salari dei lavoratori vengono mantenuti bassi e da un divario tra il lavoro garantito e quello in nero. E' in questa dissociazione tra il lavoro sottopagato e l'arricchimento continuo delle imprese che si diffonde tra gli operai una reale coscienza di classe"; discorso di un sindacalista; intervista: le condizioni di lavoro; agitazioni operaie filmate dalla Fiat; "Accanto ai lavoratori che scioperano ci sono tanti Italiani ancora esclusi dal processo di industrializzazione, che entrano in fabbrica per la prima volta e vedono in quel luogo la possibilita' di uscire dalla miseria. Questi due aspetti convivono parallelamente nell'identita' operaia degli anni '60"; interviste: come e' migliorato il lavoro; interviste: alcune conquiste: le mense e il cartellino.

* parte 5: l'ondata migratoria dal sud al nord; interviste a meridionali e settentrionali; la penuria di alloggi in rapporto all'ondata migratoria e le difficolta' a trovar casa a causa dei pregiudizi; interviste: problemi ad avere un alloggio in affitto e speculazioni a danno degli operai; la catena di montaggio; interviste: i problemi legati ai ritmi di lavoro imposti dalla catena di montaggio.

* parte 6: interviste: l'alienazione derivante dalla catena di montaggio; l'autunno caldo del 1969; la contestazione alla Rai, colpevole di non mostrare la realta'; le sospensioni poi ritirate; il nuovo contratto; "La fabbrica diventa il centro politico del Paese. Con l'autunno caldo gli operai hanno imparato a comunicare, a dibattere, ad ascoltarsi gli uni con gli altri ed anche ad intervenire in contesti da cui fino a quel momento erano stati esclusi"; il discorso di un lavoratore al Presidente del Consiglio in occasione dell'inaugurazione dell'Alfasud.

* parte 7: il riconoscimento dei diritti; il 20 maggio 1970 viene approvato lo Statuto dei lavoratori; "Forti delle loro conquiste gli operai si spingono oltre immaginando e proponendo nuovi e diversi metodi di lavoro in sostituzione della catena di montaggio"; un esempio; "Questa utopia della trasformazione nel sogno di una fabbrica diversa convive nella seconda meta' degli anni Settanta con un Paese piegato dalla crisi economica e spaventato dalla violenza del terrorismo. Gli animi si esasperano. Anche gli operai alzano continuamente la posta in gioco con gli industriali all'insegna del tutto o niente, o si cambia o si muore. Ma in questa contestazione che appare come un rifiuto radicale dell'ambiente di lavoro resiste invece un forte legame degli operai con la propria fabbrica"; interviste; "Gli anni Ottanta arrivano come il risveglio da un sogno improvviso, brutale. Sta nascendo un'economia diversa, che non ha piu' al centro il lavoro, la fabbrica, il prodotto. Si vive in un presente che appare estraneo, nel quale ci si sente smarriti. La voce operaia, che era stata compatta per circa un decennio, inizia a incrinarsi"; interviste in cui gli operai sono su posizioni diverse [clip 4]; "I cambiamenti economici e il ricorso all'automazione inducono molte imprese a ridurre il personale. Ad aprire il varco e' la Fiat: dai 61 licenziamenti del 1969 si arriva a 14.000 lavoratori licenziati nel settembre del 1980. Comincia allora una dura mobilitazione operaia: i lavoratori presidiano le fabbriche, organizzano picchetti ad ogni cancello, ad ogni entrata, dando vita ad una lotta a oltranza per contrastare la decisione dell'azienda e per difendere i posti di lavoro. Tra la Fiat e i lavoratori inizia una prova di forza che durera' 35 giorni. Al 18^ giorno di lotta la Fiat ritira i licenziamenti e mette in cassa integrazione 23.000 lavoratori. La decisione spiazza tutti, compreso il sindacato."

* parte 8: discorso del sindacalista Bruno Trentin; "Il 14 ottobre impiegati, quadri, dirigenti, capi operai sfilano silenziosamente per le vie di Torino contro lo sciopero. E' la marcia dei 40.000, un evento senza precedenti. Per la prima volta, con i mezzi delle lotte operaie, cittadini, persone comuni scendono in piazza contro una contestazione operaia. Questa moltitudine, fino ad allora invisibile, afferma con quella manifestazione l'emergere di altre identita' nel mondo del lavoro. In quella stessa notte i vertici sindacali a Roma si piegano alla linea della Fiat e 23.000 lavoratori finiscono in cassa integrazione (...) si rientra in fabbrica sconfitti"; una fabbrica di eccellenza [clip 5]; interviste [clip 6].

* parte 9:
l'alternativa alla catena di montaggio: l'isola di montaggio; interviste [clip 6]

- Il documentario si apre e chiude con un cenno ai fenomeni migratori: all'inizio sono degli Italiani a partire per la Germania; alla fine e' un migrante arrivato in Italia a parlare. All'interno del film vi sono riferimenti agli spostamenti dal Sud al Nord.
Ricostruisci la storia del fenomeno.
- Ad un certo punto un operaio, parlando della Rai, dice: "Non possiamo piu' accettare che ci rincitrulliscano di caroselli, di pubblicita', di canzonette". Era la fine degli anni Sessanta. Cosa e' accaduto? Questa esigenza e' ancora sentita?
- Nel corso della visione colpiscono le reazioni degli operai a proposito del proprio lavoro: c'e' chi e' soddisfatto e chi se ne lamenta vigorosamente. Ci sono dati oggettivi alla base dei giudizi? Si potrebbe pensare a una evoluzione della mentalita'?

Per approfondire:
* guarda i dossier de "La Storia siamo noi":
dossier La marcia dei quarantamila
dossier Gianni Agnelli

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