giovedì 3 settembre 2009

I fatti di Bronte: Verga, Radice, Sciascia, Vancini.


"A Bronte, un paese non lontano da Catania, nei giorni dal 2 al 5 agosto 1860 la popolazione, formata in gran parte da poveri contadini, si sollevò contro i locali proprietari terrieri. Il periodo storico è quello della spedizione dei Mille in Sicilia, al comando di Garibaldi e Nino Bixio. Dopo la caduta del governo borbonico, c'erano stati vari proclami rivoluzionari, secondo i quali la terra, già di proprietà di pochi galantuomini (così venivano detti i proprietari terrieri), doveva essere distribuita ai capifamiglia contadini.
Queste le ragioni della rivolta, quindi: le condizioni miserevoli dei contadini, la fame, il desiderio di «libertà» dalla schiavitù e dalla miseria. Si tenga anche presente che la popolazione siciliana, in gran parte, aiutò Garibaldi ed i Mille nella vittoriosa guerra contro i Borboni, proprio perché vedeva in questa la possibilità di un miglioramento della sua condizione di vita.
La rivolta di Bronte fu sanguinosa, e si risolse in un eccidio tremendo. Venne repressa personalmente da Nino Bixio, che fece fucilare alcuni dei rivoltosi (talvolta, come accade in queste circostanze, prendendo quasi a caso quelli che dovevano essere giustiziati). Gli altri vennero condannati e incarcerati a vita."

La sezione storica del sito Bronteinsieme [da cui abbiamo tratto la citazione, a sua volta desunta da un'edizione delle Novelle di Verga, a cura di Roberto Fedi] fornisce tutti i materiali necessari alla ricostruzione dei fatti e alla loro interpretazione letteraria e storiografica. In particolare,
- Giovanni Verga, Liberta' (1882)
- Benedetto Radice, Nino Bixio a Bronte (1910)
- Leonardo Sciascia, Verga e la liberta' (1963)
- Florestano Vancini, Bronte - Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato (1972). Si noti che Sciascia figura tra gli sceneggiatori del film.

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